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Il
quadro macroeconomico attuale ci pone con chiarezza di fronte da un
lato il mondo occidentale invecchiato, indebitato, impaurito, e
dall'altro il mondo nuovo dei paesi emergenti, giovane, frizzante e
pronto ad investire e rischiare. I paesi occidentali erano
perlopiù simili qualche decennio fa, e in un gioco di corsi
e ricorsi storici potete scommettere che anche le nuove tigri del Far
East e dell'America latina tra una ventina d'anni saranno anche loro
più ricchi, più stanchi e meno giovani. Per
competere senza soccombere si tratta di ritrovare la voglia di
primeggiare con prodotti e servizi vincenti, con idee nuove, di grande
qualità. I due mondi per quanto possano essere in "guerra"
economica sono in forte interrelazione tra loro, in rapporto
fornitore-cliente e viceversa. Se "muore" l'uno "muore" anche l'altro.
Il momento e' favorevole ai nuovi paesi, e non sappiamo per quanti
anni, ma il quadro e' mutevole. Quella che non e' cambiata nel tempo e'
una regola aurea, vince chi fa gran prodotti a costi competitivi e cura
la relazione con i clienti, meglio se di molti paesi.
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